Alessandra Clemente con Luigi de Magistris Sindaco per Napoli
Alessandra Clemente

Sono nata a Napoli il 23 Aprile 1987 sotto il segno del toro. Abito nel quartiere Vomero, zona collinare di Napoli. Ho frequentato il Liceo Classico Jacopo Sannazzaro, cinque anni fa ho conseguito la laurea in giurisprudenza e da due anni e mezzo il titolo di avvocato, dopo una pratica forense presso l'ufficio legale della FAI, Federazione Antiracket Italiana, dando tutela legale alle persone offese da episodi di criminalità organizzata come omicidi, racket e usura.

Tre anni fa, con immenso onore, ho ricevuto da parte del Sindaco de Magistris la nomina di Assessore alle Politiche Giovanili, creatività e innovazione del Comune di Napoli. Era il 29 gennaio 2013.

Questa nomina è stata, non solo il riconoscimento di un percorso individuale, ma anche collettivo.

Insieme con il “Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità” e con l’Associazione Libera, infatti, ogni giorno proviamo a costruire una cultura contro la camorra e le illegalità che si perpetuano nei nostri territori. Non è stato facile accettare questa nomina. Da persona ferita indelebilmente da questa città sento come se Napoli avesse un debito enorme nei miei confronti ma ho deciso di andare oltre e ho provato a portare all’interno di questa esperienza tutto il mio vissuto, partendo dalla mia più grande forza, nata da una grande ferita.

Mia madre oggi avrebbe 58 anni, è stata uccisa dalla camorra l'11 giugno 1997. Morte violenta e ingiusta, senza alcuna logica o giustificazione. Mia mamma è Silvia Ruotolo, aveva 39 anni quando è stata colpita dal fuoco incrociato di un agguato camorristico che non era rivolto a lei, ma che ha spezzato la sua e la nostra vita per sempre. Mamma è bella, generosa, radiosa e con un sorriso contagioso. La bellezza di mamma, nel tempo, grazie soprattutto a mio padre e alla presenza costante e positiva di Libera, non è morta nella nostra vita, è ancora molto presente e ha liberato piano piano, dentro di me la voglia insopprimibile di cose migliori e di giustizia. L’ odio, d’altronde serve solo a punire, è l’amore a cambiare le cose.

"Faremo insieme una fondazione dedicata a mamma". La prima volta che papà mi disse questa frase ero davvero piccola, avevo dieci anni, mi rese felice, mi fece piangere. Ora, se ci ripenso, mi accorgo di quanto sia stata, per me, la cosa più importante che potesse mai dirmi.

La Fondazione Silvia Ruotolo onlus "Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce in memoria di Silvia Ruotolo" oggi è realtà e questo per me, mio padre Lorenzo e mio fratello Francesco ha un profondo e intenso significato, è il nostro modo per urlare la sua vita, per farla profumare ancora di tanto amore.

Abbiamo destinato parte del risarcimento economico, ottenuto dal Fondo di Solidarietà Vittime di Reati di tipo Mafioso (legge 512 del 1999) in virtù della costituzione di parte civile nel processo penale, per un impegno concreto contro la cultura criminale.

Il dolore per quest'ingiustizia, non è solo mio, ma deve rappresentare la ferita ancora aperta di tutta la città di Napoli e dell'Italia intera. Il mio ruolo da Assessore oggi è stato un modo per rendere concreto quel contagio, impegnarmi per rendere Napoli una città più libera, sicura, vivibile per i giovani e non solo. Una città che offre opportunità, non una città che toglie, ma una città che da e che fa venire voglia di restare qui.

“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”. Questa frase rappresenta intensamente ciò in cui credo, una dichiarazione che è la dimostrazione dell’amore civile, intenso, del giudice Paolo Borsellino verso la propria terra. Questo è l’obiettivo che ci siamo prefissati nell’elaborare le politiche giovanili della nostra città. Napoli ha tante figlie e figli che la amano intensamente, ai quali però non piace, ma il loro amore è talmente autentico e forte che decidono di restare, avere parte, prendere parte, amandola, per cambiarla.

Come Assessore mi sono data tre obiettivi, che in soli 1192 giorni credo di aver raggiunto: non far perdere nessuna occasione di finanziamento ai giovani; costruire delle opportunità reali; far sì che gli interventi nel settore fossero realmente organizzati dai giovani per i giovani, purché competenti ed entusiasti.

Il 100% delle risorse è stato impegnato a favore di soggetti composti da under 35 selezionati per merito attraverso procedure ad evidenza pubblica. Abbiamo dato grande importanza a progetti in grado di produrre occupazione duratura e sviluppo, puntando alla creazione di nuovi luoghi di aggregazione giovanile come la Casa della Cultura e dei Giovani a Pianura e il centro giovanile nel Polifunzionale di Soccavo. Oltre all’arricchimento culturale prodotto dai tanti eventi realizzati insieme, la cosa che più mi da soddisfazione è camminare per la città e riconoscere, in ciascuna delle dieci Municipalità, un’attività d’impresa giovane nata grazie al nostro piano di finanziamenti "Sviluppo Napoli” .

Voglio far emergere nel tessuto giovanile napoletano la voglia continua di ribaltare le difficoltà, reagire e contribuire allo sviluppo sociale, economico e culturale della nostra terra, non sottraendosi a scelte coraggiose.

Alessandra Clemente